L’odontotecnico in Italia e in Europa
Approccio normativo in Unione Europea
Nel maggio 2025 la Commissione Europea ha delineato un nuovo approccio per sviluppare ulteriormente il mercato unico semplificandolo, rendendolo più omogeneo e più forte.
Tra le cosiddette “10 terribili barriere” da rimuovere, c’è anche il riconoscimento delle qualifiche professionali tra Stati membri.
Ma, su questo terreno, non c’è un quadro uniforme in Europa.
Gli Stati membri UE hanno il diritto di stabilire norme per l’accesso alle professioni.
Se vengono stabilite norme per professioni specifiche, queste ultime sono denominate “professioni regolamentate”.
Va ricordato che una professione è regolamentata se richiede il possesso di un diploma specifico, il superamento di esami specifici, come gli esami di Stato, e/o l’iscrizione a un ordine professionale prima di poterla esercitare.
In questo quadro va considerata la figura dell’odontotecnico.
La direttiva europea sulle qualifiche professionali (Direttiva 2005/36/CE) riconosce quella dell’odontotecnico come “professione regolamentata”, ma lascia autonomia a ogni Stato membro nel definirne l’inquadramento e il percorso formativo.
Spetta insomma ai singoli Stati membri decidere se l’odontotecnico va inserito o meno tra le professioni sanitarie.
Nel panorama europeo si evidenziano tre diversi modelli:
Dove l’odontotecnico è Professione Sanitaria o Parasanitaria
In diversi Paesi, l’odontotecnico è pienamente inserito nel comparto sanitario (tendenzialmente nell’area delle professioni tecniche o paramediche) con percorsi formativi di livello universitario o di alto livello:
Spagna: il Protésico Dental è esplicitamente inclusa tra le professioni sanitarie regolamentate dalla Ley de Ordenación de las Profesioni Sanitarias (LOPS). E’ previsto un titolo tecnico superiore di ambito sanitario.
Portogallo: Il Técnico de Prótese Dentária è compreso tra le professioni tecnico-sanitarie (tecnologias da saúde). E’ prevista una laurea triennale (licenciatura).
Francia e Belgio: l’odontotecnico è inquadrato come professione paramedica o tecnico-sanitaria (per la fabbricazione dei dispositivi medici e con una forte integrazione nei protocolli di sicurezza).
Dove l’odontotecnico è “Clinical Dental Technician”
In alcuni Paesi europei (di cultura anglosassone o scandinava) opera una figura professionale evoluta che, partendo dalle competenze dell’odontotecnico, ha acquisito uno status sanitario clinico:
Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi, Irlanda: In questi Paesi si distinguono due figure professionali: -l’odontotecnico che opera in laboratorio (Dental Technician) e il Clinical Dental Technician (CDT) o Protetista Dentale Clinico, professionista sanitario a tutti gli effetti. Il CDT, con una specializzazione superiore, è autorizzato a lavorare direttamente a contatto con il paziente per la progettazione e l’installazione dei dispositivi, collaborando in autonomia con l’odontoiatra.
Dove l’odontotecnico ha un inquadramento artigianale / tecnico
Germania e Austria: l’odontotecnico (Zahntechniker) è inserito nel settore dell’artigianato ad alta specializzazione tecnica (Handwerk). E’ previsto il titolo di “Maestro” (Meister). Al di là dello status formalmente nell’ambito artigianale, i requisiti formativi e le responsabilità igienico-sanitarie sul prodotto sono rigidissimi.
L’odontotecnico in Italia
In Italia l’odontotecnico è definito “arte ausiliaria delle professioni sanitarie” da Regio Decreto del 1928, che vieta qualsiasi contatto diretto con la bocca del paziente.
Tuttavia, il quadro normativo è in evoluzione.
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 932/2024 ha accolto il ricorso delle associazioni di categoria, annullando i precedenti pareri contrari del Ministero della Salute e aprendo formalmente la strada per l’inquadramento amministrativo dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie (ai sensi della Legge Lorenzin e della Legge 43/2006).
Il processo di recepimento istituzionale e la definizione di nuovi percorsi formativi e albo professionale è tuttora oggetto di confronto tra Ministero e associazioni.
